Acicatena

 

       

 

  

 

L'antica "contrada delli Scarpi" divenne comune nel 1826 e deriva il suo nome dal culto della Madonna dalla Catena a cui era dedicato già nel '500 un altarino attorno al quale si andò poi edificando la chiesa.

Nella vita del centro dopo il terremoto dei 1693, effetti disastrosi provocò l’alluvione del 1761. Appartenne ai Riggio, principi di Campofiorito, a cui si devono alcuni degli edifici di interesse storico artistico che la rendono interessante al visitatore. Primo fra tutti il grande complesso del palazzo Riggio, di cui si hanno resti cospicui. Accanto si trova la Chiesa Madre (della Catena) ricostruita dopo il terremoto con tela di Paolo Vasta e affreschi seicenteschi.Tra gli altri edifici, la chiesa di S. Giuseppe di Francesco Battaglia, dono dei Riggio alla comunità; il seicentesco convento di S. Antonio di Padova, oggi sede municipale, e l'annessa chiesa con tele e sculture del '600 e del '700 e una Madonna de scuola gaginesca; la chiesa di S. Lucia, ricostruita anch'essa dopo il terremoto, con affreschi di A. Vasta e della scuola di Paolo Vasta; l'eremo di Sant'Anna, fondato nel 1751. Luogo di villeggiatura già nel secolo scorso conserva eleganti palazzine della fine dell'800 e dei primi del nostro secolo. Nella frazione Aci San Filippo, posta in un quadrivio, è la più importante opera di Francesco Battaglia, la facciata della Chiesa Madre della metà del '700.Poco lontano, in contrada Reitana, sono ancora visibili 1e cave di pietra vulcanica che rifornivano nel medioevo i cantieri catanesi.