Vi presento la festa di Sant'Agata

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Scritto da LiveUnict   
Venerdì 28 Gennaio 2011 00:38

Devoti con i ceroni in preghiera"Cittadini, semu tutti devoti tutti? Cittadini! Cittadini! W. Sant’Agata”. Poco più di una settimana manca ormai all'evento più atteso da Catania: la festa di Sant'Agata. Camminando per le strade del centro storico, però, si comincia già a notare forte trepidazione, gioia ed attesa nei volti dei cittadini. Eh si, perchè questo momento è aspettato tutto l'anno e quando sta per arrivare, ecco che la gente conta i giorni che precedono l'uscita della Santa Patrona. Ogni anno la storia si ripete, ma la voglia di ammirare da vicino il busto reliquiario della Santa è sempre troppa, perchè l'emozione è unica, come se ogni anno fosse la prima volta.
Ma adesso voglio farvi addentrare nel vivo della festa, con tutte le sue peculiarità e tradizioni." A festa i Sant'Aita" solenne inizia il 3 Febbraio con la processione di mezzogiorno che si snoda dalla chiesa di Sant’Agata alla fornace sino alla Cattedrale: vi partecipano tutte le autorità catanesi, il Sindaco e la Giunta a bordo della Carrozza del Senato e di un'altra più piccola e tutte le associazioni ed i circoli agatini in processione. Precedono la carrozza le 11 “cannalore”, grandi costruzioni in legno riccamente scolpite con decorazioni artigianali, puttini in legno dorato, Santi e scene del martirio, fiori e bandiere, che contengono al loro interno un grosso cereo. Queste possono pesare dai 400 ai 900 kg e vengono sorrette durante ogni cerimonia delle festività agatine da un gruppo che può variare da 4 a 12 uomini, i quali le fanno avanzare con la classica andatura dell' “annacata”, che di notte, con i cerei illuminati, offrono uno spettacolo assicurato. Particolari le “annacate” del cereo dei pescivendoli, che grazie alla sua particolare andatura ha acquisito il soprannome di “bersagliera”, e del cereo dei fruttivendoli, la cosiddetta “signorina”. La “mamma”, la candelora dei panettieri, chiamata così in quanto la più pesante, è sorretta da ben 12 uomini. Le manifestazioni continuano durante tutto il giorno 3 fino alla sera, quando in piazza Duomo inizia uno spettacolo piromusicale davvero mozzafiato (cosi bello che quando si vuol citare un evento fuori dal comune, spesso si sente dire: "mancu 'a sira o tri"), seguito da un concerto del Corale Tovini sui canti dedicati alla Santa. Leggenda vuole, che i botti vengano eseguiti come “sveglia” alla Santa Patrona, così da potersi imbellettare per i suoi fedeli e prepararsi all’uscita di qualche ora dopo. E' con la messa dell'Aurora che finalmente viene aperta la "cammaredda" contenente le reliquie della Santa: si tratta di uno dei momenti più emozionanti vissuto dai devoti e da tutti i presenti in cattedrale, accompagnato dallo sventolio del fazzoletto bianco e dall'inno alla Santa. Conclusasi la messa, ecco che i fedeli portano a spalla il busto e reliquiario dall'altare maggiore del duomo al fercolo posto in piazza, il tutto in un'atmosfera eterea, resa tale anche dal suono della campana e dagli assordanti botti mattutini che danno il via al giro esterno della città. Unica è la visione della piazza gremita di devoti vestiti col caratteristico "sacco" bianco, indossato per devozione. E' così tutto pronto per il giro esterno della città che inizia da Porta Uzeda arriva in via Dusmet, si ferma in Piazza Carlo Alberto davanti al Santuario della Madonna del Carmine, fino a raggiungere Piazza Stesicoro, dove si trovano i luoghi del martirio subito dalla Santa (le chiese di Sant’Agata alla fornace, Sant’Agata al carcere e Sant’Agata la Vetere) . Da qui si sale lungo "a cchianata de' Cappuccini”, fino alla chiesa di San Domenico.

La processione fa una pausa di qualche ora nella chiesa di..

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