Pluralismo ed egemonia culturale: antinomia di qualcosa che non và.
Scritto da Francesca Grassia
Sabato 26 Settembre 2009 23:56
Che l' Italia non ha per nulla una buona nomea tra i paesi che spiccano per libertà di informazione non è una novità. Ma che ciò è riscontrabile a tutti i livelli può diventare un fatto degno di nota. Il risultato? Una serie incessante di dibattiti tramutati in polemiche interminabili ed acerbe riguardo il rapporto tra la cultura e i mass-media, dibattiti che fanno perno su un concetto fastidioso, quello di "egemonia culturale".
Scomoda nel pronunciarla poichè riecheggia reminiscenze "di regime", questa espressione è ormai sulla bocca di tutti, la si usa spesso, colonna portante quale è del giustificazionismo più trito.
Alcune settimane fa la "querelle" è nata dalla proibizione del trailer di Videocracy prodotto dalla Fandango. In questo frangente si era cominciato a parlare di "pluralismo dell'informazione", con il seguito di spicciole dissertazioni, ormai trite anch'esse, consone all'oggetto di discussione. Ovviamente a Berlusconi , che è in possesso di "quei poteri" che possono vietare la messa in onda del trailer non garba essere denigrato pubblicamente attraverso un documentario di tale stoffa.
E ci riesce pure ad impedirlo .....
Ma il copione continua a seguire una sua logica (quella dei più forti, tanto per restare in tema di espressioni abusate). Il 15 Settembre il Premier è ospite al salotto di "Porta a Porta". Tema dominante: il sopralluogo nelle case antisismiche e tutte le "imprese" del Premier. La novità? Ballarò e Matrix devono slittare. Vale il discorso precedente: Il premier è dotato di quei poteri che consentono di deificarlo a tempo debito! Questioni distinte quella di Videocracy e del salotto di Vespa, ma innestate su un unico sfondo: quello di un Italia e di un opinione pubblica, che ancor prima di incastonare la realtà in delle etichette dimentica ciò di cui si sta parlando... O meglio, ciò di cui non si può PARLARE....