Palazzi acquistati e mandati in rovina, spese a vuoto del Comune di Catania
Domenica 21 Marzo 2010 12:47
Il Comune di Catania spende 2 milioni e 200 mila euro all' anno di affitti per ospitare i propri uffici. Ma nel capoluogo etneo esistono centinaia di strutture abbandonate di proprietà comunale. Non solo appartamenti, ma interi palazzi, ville, acquistate a suon di miliardi negli anni scorsi, con mutui ancora da estinguere. È il paradosso di un ente che ancora oggi fa i conti con una crisi finanziaria tutt' altro che risolta, e che impedisce di riparare all' incuria degli ultimi dieci anni.
La direzione Patrimonio di Palazzo degli Elefanti ha recentemente messo a punto un inventario del patrimonio comunale. Tra i casi più eclatanti quello di un intero complesso immobiliare in via Bernini. L' edificio conta oltre 100 vani e fu acquistato dalla giunta Bianco negli anni Novanta per otto miliardi di vecchie lire, dal fallimento della Banca agricola etnea. Il complesso doveva essere ristrutturato e poi destinato ad ospitare uffici comunali. La rata di mutuo contratto per l' acquisto, e cioè 3,5 milioni di euro per 5 mila metri quadrati, sarebbe stata di gran lunga inferiore all' esborso degli affitti. Ma la giunta Scapagnini non portò mai a termine il progetto, e oggi il Comune non trova più i soldi per rimettere in sesto il gigante straccione in pieno centro. E l' ente paga ancora il mutuo. Al civico 27 di via Bernini oggi c' è una distesa di spazzaturae gli occupanti abusivi hanno sbarrato l' ingresso con i catenacci. Ma non c' è solo via Bernini.
Nel quartiere Cibali, in via Volturno - via Susanna, vicino allo stadio Massimino l' inventario segnala 35 numeri civici («da ristrutturare», si legge) e accanto viene annotato: «per ampliare scuola Meucci, non realizzato». In effetti gli immobili sono ancora vuoti, come conferma il preside dell' istituto Agostino Arena. Il villino di via Rametta è un altro immobile da 20 anni di proprietà del Comune. La struttura sorge accanto all' ospedale Ferrarotto, al centro della prima municipalità e occupa una superficie di 370 metri quadrati. Quindici stanze con il tetto crollato che avrebbero dovuto essere destinate ai servizi sociali o comunque ad attività culturali, centri di quartiere.
«Qui c' è di tutto: dal ricovero per i vandali a vera e propria discarica», dice il consigliere di quartiere del Pdl Salvo Cattano. Gli abitanti della zona hanno chiesto aiuto al Comune che in effetti ha recintato l' area e ha chiuso il cancello. Ma non è servito a nulla. L' assessore comunale al patrimonio Giuseppe Arcidiacono, però, non se la sente di dare false speranze: «Sarebbe disonesto dire che rimetteremo tutto in sesto. Le ristrutturazioni costano milioni di euro e sono soldi che noi non abbiamo. Spetterà agli esperti vagliare caso per caso e decidere se vale la pena ristrutturare o vendere».