L’informazione dei Padroni contro la Rete |
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| Scritto da Il Fatto Quotidiano | |||
| Martedì 12 Ottobre 2010 10:41 | |||
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“Il presente disegno di legge intende garantire la tutela della proprietà intellettuale dell’opera editoriale sia nelle forme tradizionali (carta stampata) sia nelle forme digitali (diffusione via internet). Le nuove tecnologie informatiche e di comunicazione, il diverso ruolo in cui si atteggiano le piattaforme che mediano tali contenuti informativi, le peculiarità di alcuni sistemi di distribuzione e di categorizzazione delle notizie (tra cui, in primis, i motori di ricerca) rendono, infatti, necessario ed improrogabile un intervento del legislatore. L’inosservanza dei diritti di utilizzazione economica dell’opera editoriale danneggia le imprese editrici i cui giornali, da prodotto di una complessa e costosa attività produttiva ed intellettuale, diventano oggetto di illecita riproduzione”. Si tratta, però, di un ritorno al passato. Un disegno di legge che sembra uscito dalla penna di un uomo che non ha vissuto l’ultimo decennio, né seguito la rivoluzione del mondo dell’informazione che si sta consumando sotto gli occhi di tutti. Il disegno di legge prevede che sia vietato “l’utilizzo o la riproduzione, in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo di articoli di attualità pubblicati nelle riviste o nei giornali, allo scopo di trarne profitto”. Che significa, in Rete, “utilizzare” un articolo in qualsiasi forma e modo? Indicizzarlo? Richiamarlo attraverso un link in un post o in un altro articolo? Inserire il link in un elenco di fonti allo scopo di creare una “bibliografia” su un certo argomento? La genericità dell’espressione cui si è fatto riferimento, in uno con il suo accostamento alla parola “riproduzione”, con la conseguente necessità di attribuire alla prima...
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