Facebook, esegesi di un fenomeno

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Scritto da Francesca Grassia   

 

Nato nel 2004 per merito di Mark Zuckerberg, studente diciannovenne di Harvard , Facebook è un social network che aiuta a connetterci e a rimanere in contatto con le persone della nostra vita; cosi' si apre la homepage, cosi' Facebook da il benvenuto ad una miriade di utenti.  

 

Che il garzoncello Mark Zuckerberg fosse consapevole dell'ascesa a cui andava incontro questo fenomeno?

Poteva, ma molti come lui lo sottovalutavano. Scopo iniziale era quello di mantenere  contatti e legami tra studenti di università e licei. Scopo inziale, che con il tempo smise di essere precipuo, evidentemente, dato che in tutti i campi, dal privato al pubblico, dal laico al profano, Facebook c'entra sempre.  

 

In Italia Facebook viene utilizzato a partire dal 2008. Tra teenagers, nel mondo del lavoro, l'imperativo sembra essere diventato: "Ma dove vai se un profilo non ce l'hai?".

 

In effetti, da nessuna parte, poichè su Facebook ci si mette d'accordo, si organizzano eventi di grande portata, si lanciano messaggi subliminali al partner di turno. Insomma, Facebook diventa il canale più potente ed efficace grazie al quale si conduce una vita  sociale attiva e soddisfacente. Almeno questo è la parvenza! Tutti sanno tutto, la vita "parallela" sul web è conosciuta dai più. Fin qui tutto normale. Ma ecco che dall'uso all'abuso, i conti non tornano. Se da un lato la storia di Facebook presenta il caso commovente di una mamma che ritrova suo figlio dopo tanti anni, dall'altro, proliferano gruppi di ogni genere: Pro-Totò Riina, omofobi, e via con la sfilza  di quanto di piu' deleterio ci possa essere nel globo! Senza contare la potenza del linguaggio paratestuale di Facebook che sortisce i suoi effetti: accattivante in colori e forme, pronto a "captarti" il cervello!

 


L'altro giorno, ovviamente anche io sono un utente, mi è balzato agli occhi un test...."Se fossi un mafioso, chi saresti?"....
Degenerazione, mi sono detta.

E' ottimo l'utilizzo di questo social network, se in quanto "social" consente di contattare persone con cui non condividiamo la nostra quotidianità.
E' proficuo  se vogliamo divulgare le nostre idee politiche, se vogliamo che la conoscenza sia condivisa.

 


"Sono di sinistra" mi disse  l'altra sera un mio amico. "Mi piace pubblicare i links di Annozero, ma un link dove c'è la foto di Berlusconi con scritto se clicchi morirà, non lo pubblicherei mai." Ecco, gli usi e gli abusi condensati  in una storiella ordinaria.

 

di Francesca Grassia